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Animazione
La Madonna ha scelto la parrocchia di Medujgorje e tutte le parrocchie del mondo

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Andate e battezzate nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.  Per andare ci vuole un mezzo (a piedi, auto, nave ,aereo...Internet)
Per battezzare ci vuole l'acqua che da la vita, ma senza un aiuto concretizzato da strutture di accoglienza e di promozione umana non si rappresenta efficacemente il Mandante, cioè il Signore Gesu Cristo.
Conoscere prima per comprendere, collaborare per sperimentare il proprio coinvolgimento, agire per migliorare dove possibile, non per una sorta di efficientismo, bensì per crescere insieme nella carità, nell'umile compartecipazione di carismi e talenti individuali e di gruppo.
Gruppi di promozione umana e sociale esistono un po' dovunque e (quando non sono attivati da un solo individuo) potrebbe nascere l'esigenza di costituirsi in Associazione che introducendo un aspetto giuridico e gestionale generano organismi elettivi con caratteristiche di radicalizzazione sul territorio e maggiormente capaci di risposte concrete (diaconia moderna della carità).

Gesù faceva miracoli, ma non si vantava di essi anzi raccomandava di non raccontarli a nessuno. L'anima ha un'alta priorità di comunicazione con Dio creatore e l'umiltà ci predispone ad accogliere il suo messaggio a capirlo e tradurlo in azione di grazie per i fratelli: La motivazione che dovrebbe spingerci all'azione e mettere le nostre risorse morali, intelettuali ed economiche al servizio del mandato di Cristo.

16/5/2010   17.00
CARDINALE BAGNASCO : IL "DINAMISMO MISSIONARIO" ANCHE NELLA RETE
(Replica del 23/4/2010)

In questo dinamismo missionario, di continua e aerea itineranza, voi, animatori della comunicazione e della cultura, siete protagonisti nella Chiesa. Siete chiamati ad essere sale di sapienza e lievito di crescita. Sale di sapienza, che in concreto significa non essere conformisti e non cercare inutili quanto sterili forme di consenso consolatorio; lievito di crescita, cioè soggetti attivi, terminali di connessioni, attivatori di partecipazione gratuita e responsabile.
La Rete non è fatta di confini, ma di ponti.
Così la comunità non può e non deve essere quella delle identità escludenti, ma quella dell’amore che include nella verità, e che continuamente impariamo da “colui che hanno trafitto” (Gv. 19,37). E’ guardando al volto di Cristo crocifisso e glorioso, infatti, che possiamo guardare al mondo e abbracciarlo con il cuore di Dio che non ha confini”: con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha concluso il suo intervento (Un’anima cristiana per il mondo digitale: comunità, strumenti, animatori) al convegno “Testimoni digitali, volti e linguaggi nell’era cross mediale” che, aperto ieri Roma con la partecipazione di 1300 persone si è di fatto concluso stasera ma prevede per domanio un incontro con Benedetto XVI.

Il consenso della maggioranza, come suprema istanza, avvia nella Rete il processo della spirale del silenzio per cui alcuni temi - come l'impegno personale e della Chiesa per la vita, la famiglia, la libertà educativa, la giustizia sociale, la solidarietà nella fedeltà al Vangelo - sono destinati spesso all'oblio" ha anche sottolineato il cardinale aggiungendo: Cari animatori della comunicazione e della cultura, alla smaterializzazione dei luoghi siete chiamati a far corrispondere l'intreccio stabile delle relazioni dense, a dare al mondo digitale un'anima cristiana. Ben sappiamo come questo sia il tempo di riscoprire l'alfabeto dell'umano, poiché le grandi categorie - come la persona, la vita e la morte, la famiglia e l'amore - rischiano di diventare evanescenti e distorte nei loro significati, di essere risucchiate e sfinite da un individualismo dominante ed esasperato". In particolare nella sezione del discorso intitolata  Un’anima cristiana per il mondo digitale , il presidente della CEI ha detto tra l’altro:

I media digitali creano le condizioni per nuove esperienze e per nuove modalità relazionali. Tra queste ultime e la vita reale sembra non esserci una contrapposizione, ma differenti forme di relazioni unificate dal medesimo soggetto. Essere testimoni digitali domanda di saper offrire qualcosa a quella parola che sta in mezzo, dia - logo, e che, proprio perché ci trascende, è senso della nostra vita. La sfida, per la comunità cristiana, è quella di riuscire a sfuggire al consenso acritico a favore di un dialogo costante; è quella di riuscire a usare i social media come prefigurazione di uno stile di maggiore condivisione.

 
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